Cerca
  • Fabio Albanese

La morte dell'ufficio, per come lo conosciamo

Un sondaggio condotto un mese fa a livello internazionale, ha rivelato che circa la metà dei dipendenti delle aziende pubbliche e private, sarebbe perfettamente felice di continuare a lavorare da casa. Tradotto in numeri significa che la maggior parte delle aziende potrebbe ridurre la superficie degli uffici in misura importante, rinunciando a molte scrivanie e allargando le aree condivise e le sale conferenza.


Del resto avere gli uffici nelle grandi città, specie in centro, è diventato economicamente insostenibile per le imprese ma anche per i dipendenti. Inoltre è stato calcolato che gli spostamenti per raggiungere e lasciare l'ufficio nelle ore di punta, "costa" quasi due ore al giorno per ogni dipendente, uno spreco inaccettabile.


Ecco perchè molte aziende stanno considerando di ridurre la superficie dei loro uffici e spostarli fuori città. Non in anonime periferie ma in piacevoli cittadine a misura d'uomo. Un importante AD di una società tecnologica, afferma: "Non è qualcosa a cui stavo pensando sei settimane fa ma oggi è qualcosa di sostenibile sia per i dipendenti che per gli azionisti".


Se nel vecchio mondo avere un ufficio in pieno centro in un palazzo iconico e con un arredamento moderno significava gratificare clienti, investitori e dipendenti, nel nuovo mondo è diventato uno spreco enorme di risorse e molti giganti della finanza e dell' high tech iniziano a chiedersi se ne valga la pena. È qualcosa che nessuno avrebbe potuto prevedere tre mesi fa. L'esperimento del lavoro da casa ha costretto molte aziende a uscire dalla propria zona di comfort, spingendole a fare gli investimenti necessari nell'infrastruttura virtuale. Anche le società finanziarie tipicamente tradizionaliste come Morgan Stanley e Barclays si sono adattate, trovando soluzioni agli ostacoli alla sicurezza che in precedenza impedivano una forza lavoro distribuita.


Molte di queste aziende si stanno rendendo conto che non è solo meno spaventoso di quanto immaginassero, ma i loro dipendenti sono in realtà più produttivi. Un'analisi sull'attività dei server ha rilevato che i dipendenti lavorano più a lungo e questa produttività potrebbe aumentare quando i figli torneranno a scuola.


Uno studio di SquareFoot, specializzato nell'aiutare le aziende a trovare spazi per uffici, ha rilevato che le aziende di New York City spendono in media $ 17.020 annui per lo spazio ufficio di ogni dipendente. In un momento in cui le aziende lottano per sopravvivere, questa spesa è diventata insostenibile visto che potrebbe essere sostituita, almeno in larga parte, dallo spazio nelle case dei dipendenti.


E così arriva l'esodo dall'ufficio. Dall'inizio della pandemia, la società madre di Google, Alphabet, ha annullato gli accordi per acquisire più di due milioni di metri quadrati di spazi per uffici, quello che sarebbe stato il più grande affare immobiliare nella Bay Area, secondo The Information. Anche James Gorman, CEO di Morgan Stanley, ha recentemente dichiarato che la società ha dimostrato di essere in grado di operare in modo "efficace senza bisogno di spazi" e che avrà "molto meno immobili" in futuro. "Abbiamo investito nelle nostre capacità tecnologiche per anni e quegli investimenti hanno dato i loro frutti quando abbiamo dovuto passare rapidamente a un modello da casa da lavoro del 98%", ha dichiarato il CEO. Groupon, che di recente ha trasferito all'home working circa il 44% della sua forza lavoro, sta cercando di dare in affitto buona parte del suo quartier generale sul fiume, afferma il Chicago Tribune.

Nel frattempo, molti intermediari immobiliari che seguono grandi clienti, stanno ricevendo richieste pressanti da parte dei CFO perchè vengano rivisti i loro attuali contratti di affitto in cambio della restituzione del 25% della superficie destinata a uffici.


Le grandi e costose città stanno iniziando a perdere la loro lucentezza. I lavoratori pagano un un costo elevato per vivere lì - si certo, una città offre anche arte, cultura, svago - ma con la fine della pandemia incerta e con la nuova capacità di lavorare da qualsiasi luogo, i migliori talenti delle aziende stanno scalpitando e non passerà molto tempo prima che decidano di fuggire da città costose in cambio di case più spaziose e convenienti in altre località del paese. E il valore degli affitti per gli uffici nelle grandi città - una volta apprezzati anche per la loro densità di talenti e opzioni di trasporto di massa - potrebbero iniziare a precipitare.


Difficile dire oggi quando inizieranno a calare i costi degli affitti per gli uffici in città, di solito la curva discendente segue la crisi di 12 mesi, quando i proprietari di fronte al rischio di perdere i clienti più importanti diventano più flessibili. Certamente si può già dire che la corsa ai grattacieli più moderni e alle viste mozzafiato, ha perso interesse. La crisi ha intaccato i bilanci e dimostrato che l' home working funziona davvero. La praticità è subentrata all'apparenza, all'immagine sfarzosa che oggi è diventata insostenibile.


Un trend già iniziato a New York City, a San Francisco, a Chicago e nella Silicon Valley. C'è da scommettere che fra poco arriverà in Europa e a Milano in particolare, dove la bolla degli affitti per uffici e superfici commerciali, secondo molti esperti sta per scoppiare.




34 visualizzazioni

©2020 Fabio Albanese - Powered by Action Brand Events Communication and Business Consultant